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Acquistare oggi una moto nuova? Difficile... Vi spieghiamo il perché - Ep.3: Le Case costruttrici

- La nostra inchiesta su ritardi negli arrivi, e quindi sulle carenze di modelli in vendita, dà voce questa volte ai costruttori per conoscere motivi e possibili soluzioni al problema. Non tutte le marche sono colpite allo stesso modo e bisognerà attendere molto per tornare alla normalità
Acquistare oggi una moto nuova? Difficile... Vi spieghiamo il perché - Ep.3: Le Case costruttrici

Leggendo i dati di vendita del nuovo e dell'usato si stenterebbe a credere che in Italia ci siano problemi negli arrivi di nuove moto, e scooter, nelle concessionarie.
Nel mese di giugno il mercato del nuovo è infatti cresciuto del 35% rispetto allo stesso mese del 2019, un anno “normale” quindi, e nel primo semestre le immatricolazioni hanno segnato un +56% sul difficile 2020 e ancora un +19% sullo stesso periodo del 2020.

Da parte sua il mercato dell'usato ha visto i passaggi di proprietà aumentare nei primi sei mesi di quest'anno del 23% sul 2019 e del 55% sul 2020.

La prevista ripresa dei mercati internazionali ha fatto sì che i costruttori aumentassero le produzioni.
Eppure tanti modelli hanno accusato e continuano a soffrire ritardi nelle consegne – ce lo raccontano gli appassionati e i stessi concessionari - e c'è il timore che nei prossimi mesi la situazione faticherà a stabilizzarsi e che, anzi, ci sarà un calo di offerta rispetto alla domanda perché sarà esaurito lo stock nelle concessionarie.

Dopo una prima analisi sulla situazione ritardi nella sua complessità, e una seconda che ha riguardato la problematica di mancanza di prodotto vissuta dalle concessionarie – ultimo anello della catena di produzione/vendita – questa volta abbiamo voluto sentire le case costruttrici e gli importatori che sono le prime parti in causa, in contatto con la produzione e con la spedizione dei modelli.

A tutte le maggiori marche abbiamo posto quattro quesiti inerenti la situazione ritardi e le relative implicazioni. Qui sotto trovate le risposte che ci sono arrivate, risposte che in alcuni casi suggeriscono alcuni rimedi.

C'è chi, come Honda, attribuisce i ritardi soprattutto alle difficoltà della logistica, a partire alle componenti base. Chi, come Yamaha, è dell'avviso che molti produttori dovranno riflettere circa gli effetti della globalizzazione “che porta le aziende a un equilibrio delicatissimo”. Oppure chi, come Suzuki, fatica a pronosticare il ritorno alla vecchia normalità, prevedendo invece una nuova normalità fatta di costi dei trasporti più elevati.

Non tutte le case sono in difficoltà e per tutti i prodotti.
Ad esempio KTM stenta soltanto con i modelli 125 e 390 costruiti in India, mentre Ducati non ha accusato particolari problemi e, anzi, in questi mesi è riuscita a consegnare globalmente un numero di moto superiori rispetto al passato.

Quando ritorneremo in carreggiata? Da più parti si prevede che dovremo convivere con queste difficoltà anche nella prima parte del prossimo anno, se non oltre.

BETAMOTOR

Risponde Stefano Soldani - Export Manager

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Oggi in tutti mercati in cui siamo presenti assistiamo ad una domanda effervescente: per quanto abbiamo aumentato la nostra capacità produttiva risulta difficile tenerne il passo.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
A seguito della pandemia tutta la filiera è percorsa da forti tensioni: a fronte di una domanda che continua a crescere con ritmi anomali rispetto allo storico si sono verificate forti perturbazioni a livello di approvvigionamento delle materie prime e delle componenti. La corsa a produrre ha innescato un prevedibile incremento dei costi sia in termini di materie prime che di logistica. Per quanto si possano stimare certe dinamiche tensive, la risposta produttiva rimane sempre complessa da mettere in pratica: a livello globale non si può pensare di fermare un sistema produttivo interconnesso come quello dei paesi contemporanei e farlo ripartire dalla sera alla mattina senza contraccolpi e ritardi.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Per quanto sia difficile fare una stima in numero di mesi, è chiaro che questa situazione durerà ancora un bel po’. Comprendiamo il disagio che tutto questo crea fra clienti e concessionari. Siamo quotidianamente impegnati per stabilizzare la nostra produzione, rispondere alla crescente domanda del mercato e fornire quanta più visibilità possibile sulle consegne. E’ però importante essere tutti consapevoli che il momento è speciale e occorre un po’ di pazienza di fronte ad una situazione realmente anomala. Tutto sommato ci pare che il sistema produttivo abbia reagito: si producono e si vendono più ciclomotori e motociclette, segno evidente che il mercato è sano e reattivo.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Difficile dire se una strategia per evitare o ridurre gli effetti che stiamo vivendo sia possibile: il contesto è realmente eccezionale, il sistema produttivo della moto è complesso e certe difficoltà crediamo sia inevitabili. Come al solito di fronte a mercati variabili, approccio flessibile e struttura leggera sono premiati ma è anche importante non cadere nella tentazione di esagerare nella risposta.

 

FANTIC MOTOR

Risponde Mariano Roman – Amministratore Delegato

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Si, è un momento davvero particolare quello che stiamo vivendo, le moto disponibili presso la rete vendita sono molte poche rispetto alla grandissima richiesta di nostri prodotti. Questo fenomeno purtroppo è comune a tutti i nostri modelli in gamma sia moto sia e-bikes e su tutti i mercati nei quali operiamo.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
Come sempre, quando si ha a che fare con fenomeni così diffusi e complessi le cause sono molteplici. Da un lato c’è l’esponenziale aumento della domanda, quindi moltissime persone che per ragioni in parte legate alla pandemia hanno trovato nelle due ruote sia un mezzo per spostarsi sicuro che un ritorno straordinario alla libertà. Riscoprire la gioia di muoversi e di viaggiare in moto o in bicicletta, ritrovando sé stessi e gli altri.

I ritardi che partono dall’approvvigionamento delle materie prime, si ripercuotono nella produzione dei vari componenti, creando non poche difficoltà nell’assemblaggio di prodotti complessi come una moto.
La grande domanda produttiva, abbinata alla poca disponibilità, ha fatto inoltre crescere i prezzi dei prodotti mettendo ancora in maggiore difficoltà le aziende.

Anche il mondo della logistica globale ha subito dei grossi traumi a tutti noti, con mancanza di affidabilità sulle consegne e esagerati aumenti nei prezzi: da quattro a cinque volte rispetto alle tariffe del 2020.
Avevamo già previsto un aumento della domanda, potenziando la nostra capacità produttiva e programmando in anticipo un aumento della produzione. Dall’altro lato era però difficile prevedere che tutta la filiera produttiva andasse in crisi non garantendo i quantitativi ordinati nelle tempistiche programmate.
L’acquisizione della Motori Minarelli garantisce a noi e ai nostri clienti un maggior controllo della catena logistica e produttiva per la fornitura dei motori.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Non ci sono ricette facili o metodi già pronti. Sicuramente una maggiore pianificazione delle vendite a medio-lungo termine in collaborazione con i nostri clienti, dealer e importatori può aiutare ad un’ottimizzazione di tutti i processi minimizzando i ritardi nelle consegne dei prodotti.

Essendo inseriti in un contesto assolutamente globale è difficile stimare quando si tornerà alla normalità, forse dovremmo almeno dal punto di vista produttivo abituarci a nuove regole e pensare in maniera nuova e innovativa. Secondo noi dovremo convivere con questa situazione instabile anche per tutto il 2022.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Oltre al già citato maggiore sforzo necessario sulle programmazioni e pianificazioni, riteniamo che le nuove strategie saranno focalizzate ad un maggior controllo degli approvvigionamenti, riducendo i rischi di ritardi e rallentamenti produttivi. Pensiamo che riportare la produzione di componenti in Europa si traduca in una riduzione di tempi, rischi di fornitura e tutto ciò consentirà di avere anche un vantaggio economico globale.

Ci auguriamo che molti altri costruttori, come noi, scelgano l’Europa e l’Italia. Un frutto di queste riflessioni è l’acquisto di Motori Minarelli, con l’obiettivo di costruire un nuovo centro di eccellenza motoristico europeo, sia nel settore motociclistico sia in quello della mobilità elettrica.

 

HONDA

Dalla Direzione Vendite è arrivato un commento riassuntivo

Come un po' tutte le case anche Honda, in Italia, sta avendo problemi di approvvigionamento sia di moto e scooter, sia di accessori. Ovviamente tutte queste problematiche sono legate in modo diretto o indiretto alla pandemia.

I ritardi, quantificabili tra i 60 e i 90 giorni rispetto alla pianificazione, sono dovuti principalmente alla lentezza delle spedizioni, la cui filiera ha subito dei rallentamenti a livello globale. Non parliamo solo dei veicoli prodotti e pronti per la vendita, ma anche della componentistica necessaria a produrli. È difficile ipotizzare quando la situazione tornerà alla normalità, bisognerà attendere l’autunno inoltrato per avere un quadro più chiaro.

 

KTM, HUSQVARNA e GASGAS

Risponde Paolo Carrubba - Head of Marketing

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Finora le uniche difficoltà di approvvigionamento, leggi ritardo nelle consegne, sono legate ai modelli prodotti dalla partner Bajaj in India e nello specifico i modelli stradali 125 e 390 Duke, e 390 Adventure di KTM, Svartpilen 125 e 401 e Vitpilen 401 per Husqvarna Motorcycles.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
Nella maggior parte dei casi i ritardi sono dovuti alle ormai ben note cause legate a difficoltà negli approvvigionamenti delle materie prime e all’impatto molto pesante che la pandemia ha avuto in India nei primi mesi dell’anno. Parliamo di un ritardo medio stimato di circa due mesi rispetto alla data iniziale di arrivo delle moto in Europa.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Oggi abbiamo un livello di stock medio buono anche per i modelli sopra citati, almeno in Italia. La situazione è già però avviata verso la normalizzazione. Difficile stimare il ritorno alla normalità, visto il continuo evolversi della situazione globale di materie prime e trasporti. A livello di gruppo KTM, quindi KTM, Husqvarna Motorcycles e GASGAS, al momento possiamo dire di aver avuto comunque un impatto solo parziale. Tutta la gamma enduro, motocross, mini e l’intera gamma stradale sopra i 500 cc è in pronta consegna o disponibile, compatibilmente con le normali tempistiche di produzione.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Ad oggi non abbiamo in programma di cambiare le nostre strategie industriali.

 

MV AGUSTA

Risponde Raffaele Giusta - Global Sales Director

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Sì, confermiamo che abbiamo avuto un successo della nuova gamma 2021 superiore alle più ottimistiche aspettative, ed oggi abbiamo ancora un back order clienti finali importante che stiamo evadendo con difficoltà, ma anche con regolarità. Attualmente stiamo dando priorità agli ordini clienti finali della nostra rete vendita ufficiale, che più ha seguito quest’anno la nuova politica commerciale di MV Agusta e che più ha investito nel nostro marchio.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
Dobbiamo ammettere che il mondo sta lentamente emergendo dalla crisi sanitaria ed economica globale che ha colpito tutto il settore l’anno scorso e gran parte di quest’anno. In questi mesi non abbiamo mai smesso di lavorare e abbiamo investito in processi e nuovi prodotti in linea con il nostro piano industriale.

Tuttavia, i lunghi effetti della pandemia stanno ancora sconvolgendo la catena di approvvigionamento globale del mercato motociclistico mondiale, con ridotte quantità di materie prime e componenti come semiconduttori e microchip.
Per MV questo si traduce ancora in ritardi nella ricezione di alcuni componenti dai nostri fornitori, con inevitabili ripercussioni sulle consegne ai nostri clienti. Nulla di tutto questo era prevedibile.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Stiamo lavorando duramente per ridurre il più possibile i disagi, abbiamo ancora qualche difficoltà con le tempistiche degli approvvigionamenti pianificati correttamente da mesi.
In ogni caso prevediamo di consegnare tutti gli ordini dei clienti finali entro ottobre.

Prevediamo che dovremo convivere ancora per un po’ di tempo con queste difficoltà. Il recuperare la produzione degli ordini in ritardo da parte di tutte le case motociclistiche ha innescato un notevole incremento dei costi sia in termini di materie prime che di logistica.
Comprendiamo il disagio che tutto questo crea ai nostri clienti e concessionari. Siamo ogni giorno impegnati nel rendere stabile la nostra produzione, rispondere alla crescente domanda del mercato e dare ai nostri clienti delle date di consegne più attendibili e certe.

E ‘importante essere però tutti consapevoli che stiamo vivendo un momento eccezionale, ed affrontarlo dal punto di vista del cliente/concessionario con un po’ di pazienza. È difficile ipotizzare quando la situazione tornerà alla normalità. È una situazione in continua evoluzione.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Non ci sono soluzioni immediate e facili da implementare nel breve periodo. Sicuramente una migliore pianificazione delle vendite a medio-lungo termine con la nostra rete commerciale, e di conseguenza con i fornitori, può migliorare il processo di approvvigionamento minimizzando i ritardi nelle consegne delle moto.
Il sistema produttivo della moto è molto complesso, ci sono molte variabili interne ed esterne che influiscono nel risultato finale. Forse dovremmo implementare nuove regole e pensare in maniera nuova e innovativa, o eventualmente riportare la produzione di componenti in Europa per una riduzione dei tempi, per avere un vantaggio globale.

Il Mercato Europeo si sta organizzando per incrementare notevolmente la capacità produttiva di semiconduttori per non dipendere dalla sola Cina, mentre per le materie prime ci aspettiamo che i governi europei agiscano prontamente ai nuovi fabbisogni. Ma ricordiamoci che questi cambiamento richiedono tempo.

Colgo l’occasione per ringraziare i nostri clienti per la fiducia, la comprensione, il sostegno e la lealtà in questi tempi difficili. Ci aspetta un ottimo futuro, continueremo a investire, a crescere e ed aprire nuovi canali e opportunità in questo settore.

 

SUZUKI

Risponde Enrico Bessolo - Direttore Commerciale divisione Moto

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
In seguito alla pandemia da Coronavirus, la richiesta nel mercato motociclistico è cresciuta esponenzialmente in tutto il mondo, tanto da creare una domanda di molto superiore all'offerta. Quindi confermiamo i ritardi dell’arrivo delle moto nuove, sia per motivi di logistica che di produzione dovuti alla scarsità di componenti in particolare semiconduttori
Tuttavia lo stock sia di Suzuki Italia che dei nostri dealer dovrebbe essere sufficiente a fronteggiare la domanda, almeno nel breve periodo

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
La crescita esponenziale della domanda, unitamente alle ripercussioni verificatesi in questi mesi sulla intera catena logistica mondiale, ha messo in crisi la filiera produttiva creando ritardi nell’approvvigionamento dei materiali necessari per la costruzione della componentistica meccanica (materie prime) ed elettronica (semiconduttori).

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Suzuki si sta impegnando cercando con ogni mezzo di far arrivare le moto dalla fabbrica giapponese, anche attraverso rotte più costose di cui assorbe per intero il costo.
Difficile pronosticare il ritorno alla “vecchia” normalità. Più facile prevedere una “nuova” normalità fatta di costi logistici più elevati

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Già oggi ad esempio l’Europa si sta attrezzando per raddoppiare la capacità produttiva di semiconduttori per non essere sotto lo scacco della Cina. Quindi sì, è ipotizzabile che cambieranno adattandosi alla nuova realtà. Per il tema delle materie prime dovranno essere invece i Governi ad agire.

 

TM RACING

Risponde Roberto Aloi - International Sales & Marketing Manager

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Sì, confermo problematica. Anche se non abbiamo mai deciso di annullare consegne da parte nostra di nessun prodotto, pertanto anche se con notevoli ritardi, stiamo consegnando con tempistiche entro i 60/90 giorni dall’ordine. Ricordo che TM non è una moto standard pertanto il nostro cliente è già abituato ad ordinare ed aspettare una moto costruita su specifiche personali, un po' come in sartoria si aspetta l’abito su misura, a differenza di comprare un abito nella grande distribuzione che si vuole portare subito a casa e indossare.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
I ritardi sono dovuti ad alcuni fornitori che a loro volta si sono trovati ad affrontare carenza di materie prime, ed aumenti vertiginosi delle stesse nonché aumenti incredibili pari anche a cinque volte rispetto al passato per i trasporti oltre oceano.
In automatico molte aziende per non rimetterci su commesse già confermate e pagate in anticipo dai committenti e non potendo richiedere delle integrazioni, hanno cercato altre strade di approvvigionamento, a volte riuscendoci a volte no.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
La soluzione a breve termine non c’è in alcuni cicli produttivi ed industriali; per fortuna la nostra azienda produce quasi tutto internamente e si è organizzata con forti scorte di materie prima già durante il primo periodo della pandemia.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Sicuramente prevediamo che molte aziende di alcune lavorazioni industriali ritornino a produrre in Europa, considerando che ad oggi il risparmio che prima ottenevano spostando i poli produttivi in Oriente non esiste più ed anzi è aumentato anche notevolmente i costi del prodotto finale. Ma questo è un cambiamento che richiede tempo, se non anni.

 

YAMAHA

Risponde Andrea Colombi – Country Manager Yamaha Italia

Diversi lettori ci segnalano la difficoltà di trovare moto nuove presso la rete vendita. Potete confermare questa problematica?
Nel 2021 tutta la filiera è stata caratterizzata dagli effetti dell'emergenza su scala mondiale ed è questo il motivo per il quale abbiamo avuto ritardi nell’arrivo dei prodotti. Ma soprattutto tutto ciò che è arrivato è stato venduto immediatamente in un mercato estremamente forte e con tutti i segmenti in crescita.

Quali sono i fattori che hanno causato questi ritardi? Erano prevedibili?
I lockdown generalizzati, in giro per il mondo, hanno compromesso il normale approvvigionamento dai fornitori per cui si è assistito a una carenza di materie prime. Questa situazione ha portato sia a slittamenti nelle produzioni e tempi più lunghi per assemblare i prodotti con tutte le parti necessarie, sia a una cogestione del traffico commerciale mondiale. Diciamo che si è “perfezionato” uno scenario unico e, spero, irripetibile.

Quali sono le soluzioni a breve termine per ovviare a questo problema? Quando si tornerà a una situazione normale?
Nella sua complessità la pandemia ci impone anche una serie di considerazioni. Sono convinto che molti produttori, in tutti mercati e in diversi settori, dovranno riflettere circa gli effetti della globalizzazione che porta le aziende a un equilibrio delicatissimo, si gioca su un filo sottile che vede fornitori e produzioni sparsi in tutto il mondo e la messa in moto di una quantità di scambi internazionali forse al limite. Credo che la situazione, se nient’altro dovesse accadere, andrà via via migliorando tornando, nei prossimi 9/12 mesi, a un livello più “normale”.

In futuro cambieranno le strategie industriali e produttive per evitare la mancanza di prodotto?
Come dicevo, ogni azienda farà le proprie valutazioni in termini di economicità, efficienza ma anche forse considerando i rischi di una supply chain estremamente frammenta. Probabilmente, e mi auguro, alcune logiche cambieranno lievemente anche in funzione di un sistema economico più sostenibile, concetto che l’emergenza ha decisamente sottolineato e ne ha accelerato la diffusione e la comprensione.

Acquistare oggi una moto nuova? Difficile... Vi spieghiamo il perché - Ep.2: i concessionari
Acquistare oggi una moto nuova? Difficile... Vi spieghiamo il perché - Ep.1
  • gra61, San Giovanni in Marignano (RN)

    Il danno è stato fatto ora non si torna indietro,inrelazione a no global si local!
  • DettoFatto, Lodi (LO)

    Commenti che ho apprezzato:

    "Già oggi ad esempio l’Europa si sta attrezzando per raddoppiare la capacità produttiva di semiconduttori per non essere sotto lo scacco della Cina".

    "Sicuramente prevediamo che molte aziende di alcune lavorazioni industriali ritornino a produrre in Europa, considerando che ad oggi il risparmio che prima ottenevano spostando i poli produttivi in Oriente non esiste più ed anzi è aumentato anche notevolmente i costi del prodotto finale".

    "Ci auguriamo che molti altri costruttori, come noi, scelgano l’Europa e l’Italia."
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