road racing

Definitivo: basta moto alla Pikes Peak

- Dopo due anni di riflessione seguiti alla scomparsa di Carlin Dunne, adesso arriva lo stop definitivo alle moto alla "Race to the Clouds"
Definitivo: basta moto alla Pikes Peak

La Pikes Peak International Hill Climb - questo il nome completo della gara statunitense - chiude definitivamente con le motociclette che non saranno più ammesse alla gara. La decisione definitiva è arrivata, non inattesa, dopo due anni di pausa e di riflessione seguiti alla tragica morte di Carlin Dunne nell'edizione 2019, avvenuta a pochi metri dal traguardo a causa di un avvallamento del terreno. Edizione vinta - nella categoria heavyweight - poi da Rennie Scaysbrook con un'Aprilia Tuono 1100 carenata e facendo tra l'altro registrare il miglior tempo di sempre per una moto: 9'44''963, tempo che però non avrebbe probablmente raggiunto gli onori del record se Dunne fosse riuscito a portare a termine la gara, ma che adesso rimarrà comunque indelebile nella storia della Pikes Peak.

"La competizione motociclistica fa parte della storia della corsa dal 1916 ed è stata sia elettrizzante che tragica per i concorrenti e per i fan", ha commentato Fred Veitch, presidente ad interim del consiglio di amministrazione per la Pikes Peak International Hill Climb nell'annunciare il definitivo stop alle moto: "Questo è stato un processo lungo e una decisione difficile, ma crediamo che sia la decisione giusta e che in questo momento rappresenti il migliore interesse dell'organizzazione".

Rennie Scaysbrook e l'Aprilia Tuono V4 1100
Rennie Scaysbrook e l'Aprilia Tuono V4 1100

La "Race to the Clouds"  è la seconda competizione motoristica statunitense per anzianità dopo la Indianapolis 500 e le sue 156 curve sono, quando non utilizzate per la gara, una strada turistica: il traguardo è posto a 4.302 metri mentre la linea di partenza è a 2.862 metri. Con una pendenza media del 7%, il tracciato è lungo 19,99 km ed è in molte parti privo di barriere laterali di contenimento. Dal 1998 in poi le parti sterrate sono state progressivamente asfaltate, lavori completati nel 2012 che hanno reso ancora più veloce la gara e, dopo due incidenti mortali, portato alla decisione di vietare la partecipazione alle moto con i semimanubri nella speranza di limitare le velocità.

In totale, nelle sue quasi cento edizioni, la Pikes Peak ha mietuto sette vittime e durante questi due anni di stop e di riflessione era stata anche ventilata la proposta di riammettere le moto limitando la cilindrata ma probabilmente le caratteristiche di assenza di spazi di fuga e di barriere di contenimento, la presenza di massi ai lati della strada e, in definitiva, il carattere principalmente automobilistico della competizione hanno condotto alla radicale chiusura per le moto.

Nelle 99 edizioni della gara le moto sono state escluse alla partecipazione numerose volte: dal 1920 al 1953, dal 1956 al 1970, dal 1977 al 1979 e dal 1983 al 1990, quest'ultima volta in seguito al fatale incidente di Bill Gross, investito da un altro pilota.

 

 

 

Fonte: PPIHC

  • capilora, Urbana (PD)

    Mi sembra che si muoia anche in circuito, durante gare internazionali, e nelle competizioni mondiali... Perché non smettiamo di correre e basta? Perché si continua a produrre moto con 150 o 200 cavalli che superano i 130 km/h in prima? Perché facciamo correre ragazzini che vanno alle elementari con minimoto che superano i 70 km/h?
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