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Ducati risponde al boom di ordini con 200 lavoratori in più

- Le tante richieste hanno costretto Ducati ad aumentare temporaneamente il numero di lavoratori: servono 200 operai in più
Ducati risponde al boom di ordini con 200 lavoratori in più

Gli ordini in casa Ducati sono così tanti che richiedono un aumento di produzione. Un aumento di produzione così importante da essere necessario un enorme incremento di organico: servono infatti circa 200 lavoratori in più. Fino ad aprile oltre ai 600 operai già impegnati nella produzione delle moto di Borgo Panigale saranno al lavoro altri 200-250 addetti per soddisfare l'aumento di ordini. Vista l'urgenza parte dell'organico è già stata selezionata e già è all'opera, la ricerca del resto del personale è stata affidata a tre agenzie per il lavoro. Nonostante il ricorso a lavoratori stagionali sia per Ducati una prassi necessaria, mai come in quest'anno è diventata una necessità imprescindibile. Solitamente gli operai di primavera sono 30-50, nulla a che vedere con i numeri di quest'anno.

Ducati in questa fase di temporaneo ampliamento di personale sta facendo molta attenzione a tutti quei lavoratori che in questo periodo particolare sono più in difficoltà. Le persone più duramente colpite dalla crisi dettata dal Covid sono ora le prime a essere prese in considerazione. Una situazione che ha del paradossale se si considera che la Casa di Borgo Panigale lo scorso anno è stata tra le prime industrie bolognesi a chiudere i cancelli a causa del virus. 

  • Vintagetech, Torino (TO)

    Dispiace che poi, una volta terminato il picco lavorativo, i vari interinali staranno a casa. Purtroppo quì in Italia il mondo del lavoro ha le sue sofferenze.
  • Gamchicolh, Milano (MI)

    Strano, solo pochi giorni fa alcuni geni incompresi ci avevano spiegato che Ducati era sulla strada del fallimento perché aveva fatto piangere i veri ducatisti e faceva moto che cadevano a pezzi.
    Dev'essere chiaramente un complotto ai loro danni, infatti non vedo il nick di nessuno di loro qui sotto... ohibò che strano...
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