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Ducati Scrambler 1100 TUTTOTERRENO da Officine Rossopuro

- Prendere una Ducati Scrambler 1100 e farne una special votata anche al fuoristrada: Officine Rossopuro fa centro una trasformazione curata ed evocativa
Ducati Scrambler 1100 TUTTOTERRENO da Officine Rossopuro

Moto vere, non manichini da show, destinate ad essere usate e godute per tanto tempo: Officine Rossopuro (data di fondazione 1998) e Filippo Barbacane – titolare - sono una nostra vecchia conoscenza e il carattere delle loro moto, preferibilmente realizzate partendo da un modello Moto Guzzi, è inconfondibile.

Questa volta Filippo Barbacane si è cimentato in una special realizzata grazie alla collaborazione di Scrambler Ducati partendo da una Scrambler 1100, ma lo ha fatto seguendo il suo consueto approccio teso alla realizzazione di una one-off in grado di appagare sia l'occhio che il piacere di guida. Nasce così la Ducati Scrambler 1100 TUTTOTERRENO (con un simpatico mash-up tra Scrambler – tipicamente Ducati – e Tuttoterreno – che invece ricorda le Moto Guzzi), pronta fin dal 2019 ma lasciata in standby per un po' a causa della pandemia e svelata soltanto adesso.

La preparazione è radicale: via la ruota anteriore da 19”, sostituita con una da 21” a raggi (così come la posteriore), e dentro anche il parafango anteriore, la forcella e l'ammortizzatore posteriore di una Desert Sled 800 per avere una moto con maggiore luce a terra e più adatta al fuoristrada. Ovviamente forcella e mono sono stati ritarati per armonizzarsi con la maggiore massa della Scrambler 1100, mentre il telaio posteriore è stato sostituito con un'unità realizzata da Officine Rossopuro: molte sovrastrutture sono state realizzate in alluminio a partire dal portafaro decisamente anni '80, per finire con il serbatoio particolarmente accattivante nel dettaglio dove vanno ad inserirsi gli steli della forcella quando lo sterzo è ruotato, mentre il portapacchi posteriore nasconde una trousse di attrezzi.

Il rifacimento del telaietto posteriore ha imposto anche la ricollocazione dello scarico (Termignoni) e aumentato anche l'altezza della sella da terra. Rimaneggiato l'impianto elettrico, con batteria al litio e mantenute le pedane passeggero anche se la sella non sembra lunga abbastanza per accogliere comodamente due persone.

Una Ducati Scrambler non poteva che essere gialla: la correttezza filologica delle colorazioni delle moto di Officine Rossopuro è una costante della loro produzione e permette anche di trovare la valorizzazione dello spirito del modello di partenza.

 

Fonte e immagini: Bikeexif, Facebook

  • Grildrig, Garbagnate Milanese (MI)

    Sarà anche curata, come si nota dalle immagini, ma evocativa ...?
    Forse per evocare basta solo il nome della Casa ed il colore? Non credo: si digiti, per gli opportuni confronti "ducati scrambler anni 70". Sì, ormai, sono davvero invecchiato, ahimè.
  • DoktorCash, Roma (RM)

    Già che c'erano, visti i lavori "radicali" fatti, avrebbero potuto piazzare un paramotore un po' più sensato, quello che c'è ripara ben poco, credo che al primo sterrato con qualche sasso i collettori e il coperchio testa del cilindro anteriore facciano una brutta fine. E magari una stampella un pelino più adatta, no? Comunque bella operazione.
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