Furti Moto

Furti Moto in Italia: dove, come e da cosa difendersi

- Ogni anno in Italia circa 35000 tra moto e scooter vengono rubati. La nostra inchiesta in quattro città italiane (Roma, Milano, Napoli e Catania)attraverso le testimonianze dei dirigenti delle Volanti della Polizia di Stato
Furti Moto in Italia: dove, come e da cosa difendersi

Non l'auguriamo a nessuno ma, talvolta, accade. Si lascia la propria moto in strada, in un parcheggio pubblico, di fronte la scuola o sotto l'ufficio, ma anche custodita dentro il box e... non la si trova più. La rabbia sale di pari passo con il dispiacere e col pensiero alle rate magari ancora da saldare, ma c'è una cosa da fare subito: denunciare subito - con una telefonata al numero unico 112 - il furto, dando tempestivamente alle forze dell'ordine più dettagli possibile in modo da facilitare la ricerca della moto già nelle prime ore, e sperare.

 

I furti moto nel 2018 in Italia - secondo i dati forniti dalla Polizia di Stato - sono stati circa 38.000, distribuiti in modo peculiare lungo tutto il territorio nazionale, ed è proprio questo l'accento che vogliamo dare alla nostra ricerca: capire non soltanto quante moto vengano sottratte ai legittimi proprietari ogni anno in Italia ma anche focalizzarci sulle differenze lungo la penisola rispetto al modus operandi dei ladri, alla richiesta del "mercato" delle moto rubate e molto altro.

Per capirci qualcosa abbiamo scelto quattro città campione (Milano, Napoli, Roma, Catania) e, per ognuna di queste, chiesto ai dirigenti dell'U.P.G.S.P. (Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico che coordina le Volanti di ogni Questura) della Polizia di Stato di fare il punto sulla situazione dei furti di moto; trovate le interviste qui sotto ma, per la città di Catania, abbiamo avuto l'opportunità di intervistare il Dott. Marcello Ariosto e di girare il video che vedete in apertura.

i dati sui furti moto aggiornati ad aprile 2019. Fonte: Polizia di Stato
i dati sui furti moto aggiornati ad aprile 2019. Fonte: Polizia di Stato

Roma: sopratutto ciclomotori e scooter

Il primo a rispondere alle nostre domande è il Dott. Massimo Improta Dirigente U.P.G.S.P. della Questura di Roma, con una premessa:"Il territorio di Roma si estende su 1300 chilometri quadrati, dodici volte Parigi, ed è grande come Milano, Torino, Bari, Palermo, Catania, Napoli, Firenze e Genova messe insieme, quindi i suoi dati non sono confrontabili con altre realtà italiane proprio per l'ampiezza del suo territorio: in generale noi non vediamo furti all'interno dei box auto o nei parcheggi scambiatori, ma sopratutto furti di ciclomotori parcheggiati su strada, camuffando il crimine con una rimozione attraverso carro attrezzi o furgone, magari con la scritta "soccorso moto H24": una modalità che non desta alcun allarme sociale e che viene dissimulata sotto una falsa normale attività di contrasto al parcheggio selvaggio, tanto che spesso le nostre volanti devono controllare anche chi lecitamente svolge questa attività perché dobbiamo sincerarci che invece non sia in corso un crimine".

Riguardo i puri numeri il Dott. Improta è puntuale: "Nel giro dell'ultimo mese (dicembre 2019 n.d.r.) abbiamo riscontrato 35 furti tra i 250 cc e 400 cc perpetrati spesso per usarli per uno scippo o una rapina: sono i mezzi preferiti dai ladri sia perché agili nel traffico che per la facilità di effrazione; vengono poi abbandonati nei posti più disparati con targhe sostituite o asportate, rendendo così più difficile rintracciare il legittimo proprietario". Diversa la situazione per le cilindrate oltre i 500 cc dove "ci sono vere e proprie organizzazioni di commercio clandestino che puntano con metodi raffinati questi mezzi, spesso dotati di GPS. Generalmente vengono rubati avvolgendo, attorno al motore o dove c'è il modulo GPS, una coperta come quella che usano i radiologi e successivamente finiscono in postazioni schermate (cantinati o furgoni) dove il GPS perde il segnale. I mezzi vengono smontati o il telaio ribattuto e il mezzo messo in commercio sul mercato internazionale. Tuttavia su 35 mezzi rubati nell'ultimo mese sono solo 8 le moto di grossa cilindrata sottratte e in territorio ampio come quello di Roma vuol dire che sono veramente poche".

Quale consiglio può dare ai motociclisti e agli scooteristi per non avere brutte sorprese? "Il nostro consiglio è quello di rendere più laborioso possibile il furto attraverso antifurto meccanici che vincolino il mezzo al terreno o ad una struttura fissa, in modo che l'azione del ladro non possa passare inosservata come sarebbe se ci fidassimo del solo bloccasterzo o della chiave codificata (l'immobilizer n.d.r.), perché è chiaro che siamo in presenza di soggetti che si addestrano anche su come intervenire su questi dispositivi elettronici" inoltre "consigliamo di non lasciare i mezzi sotto le scuole o nei parcheggi scambiatori anche se a Roma non c'è una zona più soggetta al fenomeno: i furti vengono commessi dove è più facile, magari la banda esce per cercare uno scooter 500 da rubare e poi invece sottrae una grossa enduro solo perché ha trovato più facile asportarla".

Cosa fare nel caso la moto venisse rubata? "Bisogna immediatamente denunciare il furto alle autorità di polizia perché nel 90% dei casi il ciclomotore o la moto può provocare danni a persone o a cose o, peggio, può essere usato per la commissione di illeciti come la rapina o attività ancora più gravi e se non si denuncia subito si corre il rischio di finire in un gorgo giudiziario dove poi è difficile dimostrare la propria estraneità ai reati".

Esistono a Roma organizzazioni strutturate dedite al furto dei mezzi a due ruote? "Ci sono organizzazioni criminali dedite al furto delle moto, talvolta coperte da un'attività lecita come la rottamazione o l'autofficina, anche se è più comune per le automobili. Il criminale che ruba i ciclomotori è generalmente un soggetto che vive di espedienti, una bassa criminalità non strutturata e occasionale, ma, ripeto, Roma è molto grande e vi è un'ampia variabilità delle circostanze criminali per le quali abbiamo in corso attività investigative per contrastare il riciclaggio dei ciclomotori e attività di controllo sul territorio per contrastare il fenomeno su strada".

 

Napoli: furti in calo ma continuano le estorsioni

La Dottoressa Francesca Fava è a capo dell'U.P.G.S.P. di Napoli: "Rispetto al 2019 i numeri sono positivi, nel 2018 abbiamo avuto oltre 6000 denunce, mentre nel 2019 sono calate di circa 1000 unità grazie non soltanto a un'efficace azione di polizia ma anche a un utilizzo maggiore da parte del cittadino di dispositivi come scatole nere e antifurto satellitare".

Quali sono i mezzi più "in pericolo" nel comune partenopeo? "A Napoli in generale gli scooter vengono rubati per alimentare il mercato nero delle parti di ricambio o in reati paralleli come scippi e rapine, e, con una percentuale più alta rispetto alle moto, viene praticato il cosiddetto cavallo di ritorno: nell'arco delle 24 ore dal momento del furto c'è un avvicinamento del ladro alla vittima per estorcergli denaro - dal 40 al 50% del valore del mezzo, ma dipende anche dalle condizioni - in cambio della restituzione; una parte di questo fenomeno è certamente sommersa perché spesso non c'è molta collaborazione da parte della vittima che tende più a riappropriarsi della moto o del motorino piuttosto che denunciare il tentativo di estorsione".

Qual è invece il destino delle moto rubate? "Quando parliamo di moto rubate nel territorio campano, invece, il loro impiego come pezzi di ricambio e per fare rapine o scippi è minore: in genere vengono rubate per essere poi spedite verso i paesi dell'Est Europa con i TIR ma anche dell'Africa attraverso container, in questo facilitati dal fatto che Napoli è una città portuale. Grazie a operazioni portate avanti sia dalla Polizia di Stato che dai Carabinieri si è arrivati a smantellare intere organizzazioni criminali composte sia da cittadini italiani che stranieri", in questo è fondamentale un'attività sul territorio:"durante le operazioni di controllo chiedo ai miei colleghi su strada di fermare principalmente i modelli più diffusi come T-Max, Liberty, SH, Beverly perché una volta sottratti sono più utilizzati per poi commettere reati e sono ovviamente più appetibili perché maneggevoli, veloci ed efficaci per sfuggire durante un inseguimento".

Quale parte di questi veicoli rubati finisce in vendita su internet? "Parte di queste moto rubate, circa il 5%, va in vendita come ricambi sui siti di e-commerce; riguardo gli scooter, il numero è ancora maggiore" e inoltre "ritornare in possesso della propria moto trovata in vendita on line all'estero è sicuramente molto difficile: attraverso i nostri colleghi della Polizia Postale cerchiamo di risalire ai proprietari dei siti di vendita ma succede anche che una volta conclusa la vendita i siti vengano oscurati e risulti molto complicato risalire ai responsabili. Per quanto mi risulta, c'è una bella e piena collaborazione da parte delle autorità straniere, ma questo viene gestito a livello centrale e non a livello di questure locali".

Riguardo le zone più pericolose dove lasciare la moto, la Dottoressa Fava ci espone quasi un paradosso: "Scampia, Giugliano, Secondigliano, Fuorigrotta, sono le aree dove sono più frequenti i ritrovamenti. Ma il problema è risalire alla dinamica della sottrazione: non sappiamo esattamente dove vengono sottratte le moto. Una parte di queste vengono ritrovate grazie ai GPS, specie nelle prime ore che seguono il furto. Se la moto non viene ritrovata nell'immediatezza del crimine, passiamo ad una fase successiva e pensiamo o ad un cavallo di ritorno non dichiarato oppure iniziamo un'attività investigativa che porta poi al ritrovamento".

Abbiamo parlato di estorsione nei confronti del malcapitato cui viene rubata la moto, il cosiddetto "cavallo di ritorno": perché è ancora una pratica frequente? "Il problema del cavallo di ritorno è legato anche alle assicurazioni: se il mezzo rubato non è assicurato la vittima preferisce cedere al tentativo di estorsione. Anche io sono stata vittima di un cavallo di ritorno ma sono stato molto decisa, ho fatto finta di cedere al ricatto e sono riuscita a farmi consegnare la moto direttamente da loro in un luogo scelto da me (dove ovviamente, li attendeva la Polizia, n.d.r), diversamente i ladri vogliono consegnato il denaro in un punto e la moto la fanno ritrovare in tutt'altra zona. Ovviamente quando poi la vittima denuncia il rinvenimento della moto precedentemente rubata, è facile capire da alcune circostanze che si è trattato di un cavallo di ritorno e se fosse possibile dimostrarlo potrebbe scattare anche la denuncia per favoreggiamento, ed è quindi un peccato che non ci sia collaborazione da parte del cittadino. Certo, - aggiunge la Dott.ssa Fava -  se le polizze assicurative fossero più abbordabili e ci fosse maggiore fiducia nel risarcimento assicurativo il cittadino sarebbe molto meno collaborativo e non subirebbe un doppio reato, il furto e l'estorsione, con il rischio poi di essere anche accusato di favoreggiamento. Purtroppo è una brutta mentalità".

Si scoprono tecniche meno raffinate di furto, ma sempre efficaci... "Un'altra peculiarità dei furti nel territorio napoletano è la tecnica della colla dentro il blocchetto di accensione, che costringe il proprietario a lasciare a lungo incustodita in strada la moto. I ladri hanno così tutto il tempo di agire indisturbati o per tornare con un furgone".

Una volta subito il furto è importante individuare e punire il responsabile, qui subentrano altre valutazioni: "una difficoltà in più, nella repressione di questi crimini, è data dall'individuazione del responsabile: in genere chi viene fermato su uno scooter o una moto rubata può essere accusato di ricettazione e non di furto proprio perché materialmente è difficile trovare la prova che sia stato proprio lui a sottrarre illecitamente il veicolo".

Spesso si sente dire "anche se li arrestano dopo qualche giorno i ladri sono già a spasso perché il giudice li rilascia... cosa accade? "Qualche giorno è già una valutazione ottimistica... a meno che insieme al furto non ci sia una violenza sulle persone si va subito ad un processo per direttissima che (...) nella maggior parte dei casi si conclude con una sospensione condizionale della pena o una misura cautelare che può anche essere un obbligo di firma, è difficile che in questi casi si vada verso un'immediata carcerazione, prevista invece se c'è una recidiva aggravata o in casi particolari di reiterazione: questo è molto demoralizzante sia per il personale che per il cittadino. Se poi si considera che spesso l'Autorità Giudiziaria non considera la fuga e il conseguente inseguimento come resistenza, quasi come fuggire fosse un diritto, il nostro sforzo non trova buon fine da parte dell'Autorità Giudiziaria".

Come prevenire i furti? "Dispositivi satellitari, parcheggi custoditi, evitare di lasciare in zone poco sicure ma in generale essere coscienti che alcuni modelli sono più bersagliati dai ladri e utilizzare i migliori antifurto: spesso vediamo dalle telecamere di sorveglianza come in pochi minuti le moto, anche in presenza del bloccaruota, vengano rubate" - e certe volte non basta, ammette la Dott.ssa Fava - "immobilizer e antifurto satellitare aiutano ma talvolta purtroppo troviamo soltanto l'antifurto satellitare e non la moto che spesso viene smontata in garage schermati" ma "per quanto mi riguarda, penso che sia molto efficace quello che viene inserito nella canna di sterzo: l'ho sentito consigliare anche dai ladri..."

 

Milano: le moto rubate verso l'Est europeo

Facciamo un salto di 800 km verso Nord e concludiamo la nostra inchiesta facendo il punto sulla situazione di Milano e provincia col Dott. Salvatore Anania che nella Questura del capoluogo lombardo è il dirigente dell'U.P.G.S.P.:

"Il dato statistico è che a Milano c'è un calo sia sul comune che sulla provincia: per quanto riguarda i ciclomotori, in ambito provinciale nel 2018 i furti erano 815, nel 2019 sono stati 637 con una diminuzione del 21%, stesso trend per le motociclette: da 3040 a 2413, per una flessione del 20%. in generale il dato provinciale è in calo del 28,8%. Per quanto riguarda il comune, ancora meglio: 618 ciclomotori rubati nel 2018 contro i 449 del 2019, meno 27%, che diventa meno 25% per le motociclette.

Quali sono i fattori che hanno portato a cali così determinanti? "Sono molteplici: potremmo evidenziare la prevenzione e il controllo da parte della Polizia di Stato, ma il dato è legato anche al livello tecnologico di dispositivi di sicurezza sulle moto e ad una maggiore consapevolezza e attenzione da parte del motociclista/scooterista che assume degli accorgimenti che prima magari non assumeva: per esempio una catena che vincoli una parte della moto che non sia la ruota ad un palo, unita anche ad un bloccadisco; sono tutti accorgimenti che allungano i tempi necessari per portare a termine il furto e sono utili a far cambiare idea o target al ladro".

Esiste un "mercato" delle moto rubate a Milano? "A Milano il furto è strumentale sia ad alimentare il mercato dei pezzi di ricambio ma anche, dato anche che da qui è piuttosto facile raggiungere velocemente l'Est Europa, al commercio delle moto rubate che vengono trasferite all'estero smontate o intere alimentando un mercato che non è più nemmeno nazionale. Superato il confine con la Slovenia ne perdiamo le tracce e non abbiamo che dati parziali, quindi non posso dire con esattezza dove vadano a finire le moto rubate". Questo presuppone un'organizzazione criminale che gestisca il traffico: "I motocicli non sono facili né da rubare, né da piazzare quindi hanno bisogno di un'organizzazione. Quando rubi cilindrate più alte iniziano ad essere necessarie conoscenze più approfondite. Lo spadino di una volta, con l'avvento delle centraline di oggi, non è più sufficiente, ci vogliono soggetti che possiedono capacità specifiche riferite anche al singolo motociclo. Invece, il ladruncolo che ruba lo scooter 125/250 lo fa perché sa che può venderne i pezzi, ci troviamo in questo caso in presenza di delinquenza spicciola".

Consigli per evitare il furto della propria moto? "Rendere difficile e aumentare i tempi per la sottrazione del mezzo. Parcheggiare in luoghi né particolarmente affollati né isolati, in entrambi i casi il ladro non avrebbe problemi a passare inosservato, ma il cittadino giustamente non ragiona come un delinquente e spesso, per esempio, lascia la moto non vincolata al terreno o commette altre disattenzioni: personalmente mi è capitato più una volta di trovare moto alle quali il proprietario aveva lasciato le chiavi o inserite nel blocchetto o nel bauletto...".

 

 

Dott. Marcello Ariosto - dirigente U.P.G.S.P. Questura di Catania
Dott. Marcello Ariosto - dirigente U.P.G.S.P. Questura di Catania

E adesso?

Al termine della nostra inchiesta sembrano valere, lungo tutta la penisola, alcuni consigli comuni:

1. Assicurate la moto o lo scooter ad un punto fisso quando la lasciate incustodita. Usate, se possibile, più antifurto contemporaneamente con riguardo anche a quelli satellitari. È necessario allungare al massimo il tempo che potrebbe servire per rubare la vostra moto e contemporaneamente scoraggiarne il furto.

2. Denunciare subito, anche telefonicamente, il furto: la moto potrebbe trovarsi ancora in giro e le Forze dell'Ordine sul territorio possono fare controlli mirati. Avrete sempre tempo per formalizzare la denuncia in caserma, ma intanto chiamate subito il 112 ed evitate anche che eventuali reati commessi dai ladri ricadano su di voi.

3. Mai cedere a ricatti per ritornare in possesso della vostra moto: nessuno vi assicura che ne tornerete veramente in possesso o che, magari, i ladri vista la vostra disponibilità a pagare non vi rubino una seconda volta la moto o lo scooter e, in ogni caso, rischiate una denuncia per favoreggiamento.

 

  • Santorix, Cernusco sul Naviglio (MI)

    L'articolo è interessante e sicuramente utile perché sensibilizza gli utenti sull'importanza di assumere comportamenti prudenti.
    Per risolvere la questione servirebbe però agire con soluzioni innovative. Alcuni provvedimenti a costo basso/nullo ma con un impatto enorme, nello scoraggiare i furti potrebbero essere:
    - un numero di serie in bella mostra sulle componenti principali dei veicoli (telaio, forcelle, cerchi, scarichi, motore (e confisca dei mezzi con codice cancellato). Sarebbe un duro colpo al mercato dei pezzi di ricambio. Si potrebbe proporre la soluzione anche a livello UE (nn solo per moto ma anche e soprattutto per le auto);
    - registrazione obbligatoria (magari telematica) dei numeri di telaio dei mezzi che girano sulle piste. Oggi, tolta la targa, la pista è il regno di nessuno.
    - obbligo di fornire il CF per chi acquista determinate componenti (a cosa mai potrebbe servire un nottolino delle chiavi nuovo?)
    - nell'era del bluetooth e dell'NFC, in cui praticamente tutti andiamo in giro con un telefono, sarebbe assurdo pensare di dotare i mezzi registrati, di sensori tipo NFC obbligatori che identifichino univocamente il veicolo (in abbinamento ai codici sul telaio magari)? In tal modo chiunque, incrociando un mezzo, potrebbe segnalare alle autorità la prossimità ad un mezzo risultante rubato. Una sorta di contact tracing applicato al contrasto della criminalità, non di un virus.

    Tutto ciò dovrebbe seriamente scoraggiare i furti, un pò come è accaduto con gli iphone, da quando Apple ha reso praticamente impossibile il riutilizzo di quelli rubati.
    Utopico sperarlo? Ci sarebbe meno bisogno di assicurazioni e magari si cambierebbe il veicolo meno spesso ma ne guadagneremmo in civiltà.
  • Frank12345678910

    Le persone non denunciano il "Cavallo di Ritorno" perchè dopo vanno a cercare a loro e non chi li accusa magari di favoreggiamento!
    Anzi diciamola tutta! Spesso la talpa loro sta proprio nelle forze dell'ordine!
    Perchè prendersela con chi cede a tale ricatto? E' facile giudicare dall'alto quando il mezzo rubato è quello degli altri!
    Oltre a fatto, che come giustamente riportato nell'articolo, il ladro dopo sta subito fuori e credete che se ne stia buono senza vendicarsi?!
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