L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: “Il pasticcio delle modifiche al codice della strada”

- Ormai sono passate nel decreto legge semplificazioni e si è arrabbiato persino il Presidente della Repubblica: occorreva una legge organica con i legittimi passaggi in Parlamento. Un pasticcio nella forma e in gran parte anche nella sostanza
Nico Cereghini: “Il pasticcio delle modifiche al codice della strada”

Ciao a tutti! Vorrei parlarvi di un altro pasticcio all’italiana, l’ennesimo, che ci riguarda da vicino: le modifiche al codice della strada fatte “ad capocchiam”. Perfino il Presidente Sergio Mattarella si è inalberato: l’11 settembre scorso, dopo aver firmato il decreto legge cosiddetto “semplificazioni”, ha preso carta e penna e ha scritto ai Presidenti di Camera e Senato.

“Cari amici - ha sottolineato il Presidente - così non va, il vostro decreto legge voleva agevolare gli investimenti e realizzare nuove infrastrutture con una serie di semplificazioni procedurali; invece ci avete infilato dentro le modifiche a quindici articoli del codice della strada che non c’entrano una mazza. La Corte Costituzionale ve l’aveva già detto e voi niente, siete degli zucconi. Ora mi tocca firmare, c’è fretta ed avete anche posto la questione di fiducia. Ma consideratevi ammoniti con un cartellino giallo”.

Non ha scritto proprio così, ma il senso è quello. Le ultime modifiche al codice della strada sono state approvate, alla fin fine, con un solo passaggio in Commissione; mentre la disciplina è talmente importante da pretendere gli opportuni passaggi in Parlamento, per arrivare a un provvedimento organico e dopo aver analizzato le proposte e le analisi dei deputati e dei senatori. E dei tecnici e delle associazioni dietro di loro.

Insomma, Mattarella ha rilevato il pasticcio nella forma, ma a guardar bene è molto pasticciata anche la sostanza. Perché le intenzioni saranno state anche lodevoli, ma certe misure rischiano di diventare confuse e persecutorie. Gli autovelox dappertutto, persino sulle strade urbane e ciclabili, la durata del giallo minimo tre secondi ai semafori, i netturbini che diventano pubblici ufficiali e sanzionano la sosta irregolare, le bici contromano sulle corsie ciclabili “indipendentemente dalla larghezza della strada e dalla posizione di aree di sosta”… Si capisce che magari, oltre a far cassa, si vorrebbe incoraggiare il trasporto leggero e garantire un po’ di più gli utenti deboli come pedoni e ciclisti, ma il rischio è di creare il caos e di aumentare il tasso del pericolo per tutti.

Insomma, ci vorrebbe una vera riforma del codice della strada, organica e ben bilanciata. Siamo contenti di poter entrare in autostrada e in tangenziale con i tre ruote oltre i 250, ma lo smanettatore dello smartphone mi attende al varco anche lì e nessuna nuova misura è stata presa in esame per scoraggiare il fenomeno dilagante dell’uso del cellulare al volante, per messaggiare e navigare, un fenomeno quotidianamente mortale.

Adesso arriverà a breve l’approvazione della Camera e le modifiche diventeranno legge. Nell’attesa, certi ciclisti si sono già portati avanti: i quotidiani titolano “in bici contromano si può” e chi ha tempo di andarsi a leggere cosa dice esattamente la norma? Molti di loro contromano ci vanno da un pezzo in città e si sentono ancora più legittimati a farlo. Evviva la sicurezza!

Editoriale Nico
  • Rstrom, Genova (GE)

    Siamo in balia di dilettanti.
    Trovo davvero stupido e pericoloso il giallo di tre secondi.
    Penso ad una moto che inchioda con un suv o un furgone attaccato a pochi metri.
    Vergogna.
    Noi motociclisti sempre più esposti ed indifesi.
  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Per chi si chiede cosa succederà ora in caso di incidente tra una bici contromano ed un camion la risposta è molto semplice perchè l'iter sarà esattamente come per ogni altra legge demagogica e scritta coi piedi degli ultimi 40 anni: si aspettano le sentenze dei giudici nei vari processi che seguiranno i vari incidenti finchè si arriverà ad una sentenza finale della corte costituzionale che fungerà da legge definitiva. In pratica i parlamentari si disinteressano totalmente dell'effetto sulla società delle loro cialtronerie, specialmente sotto elezioni, perchè tanto oramai ci pensa qualcun altro a gestire le applicazioni reali di una legge,( LA MAGISTRATURA) che putroppo per noi non viene eletta da nessuno. Oramai viviamo nella più tipica delle oligarchie, almeno avessimo degli oligarchi di alto livello a governarci, invece qua siamo ad un livello talmente basso che si applaude il Presidente della Repubblica perchè firma un provvedimento scritto coi piedi e poi lo critica a mezzo stampa. Ridicolo.
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