L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: “Motociclisti cattivi, tutti gli altri buoni”

- Troppi tra noi motociclisti vanno forte, fanno rumore, non rispettano le regole. Ma siamo l’unica categoria da colpire con divieti e provvedimenti ad hoc? Ubriachi e telefonisti al volante, ciclisti temerari, camperisti in mezzo alla strada: nessuno li vede?
Nico Cereghini: “Motociclisti cattivi, tutti gli altri buoni”

Ciao a tutti! In Austria, il Tirolo stopperà fin dai prossimi giorni le moto più rumorose su alcune strade di montagna; ora la provincia di Trento vuole imporre alle moto velocità più basse di quelle richieste alle auto, almeno su alcune strade e in determinati punti considerati pericolosi. Cosa succede? Stiamo diventando sgraditi? Dobbiamo sentirci offesi? Chiaro, non è un bel momento per noi motociclisti. Tartassati e penalizzati da sempre, siamo stati fermi per il lockdown più a lungo di altre categorie, siamo finiti sui giornali nei primi due fine settimana di libertà relativa per una serie di bruttissimi incidenti, evidentemente siamo considerati indisciplinati, troppo veloci e pure troppo rumorosi. E noi non ci nascondiamo, da tempo siamo i primi a denunciare le nostre cattive abitudini prima ancora di guardare alle altre categorie; lo faccio personalmente in tutti i modi, lo sento come una precisa responsabilità, ma qui si esagera.

Torniamo al Trentino. Il presidente della provincia autonoma, Maurizio Fugatti, dice che l’anno scorso, nel primo mese della stagione estiva, sulle loro strade già contavano una decina di incidenti motociclistici mortali. Giustamente preoccupati, intensificarono l’azione di controllo riuscendo a ridurre le conseguenze. Bene, oggi pensano di andare oltre, con i controlli e con i limiti di velocità mirati, sperando di dissuadere coloro che amano correre prima di dover contare troppi incidenti. Io credo alla buona fede del presidente, credo che le sue intenzioni siano meritevoli. Ma lo strumento non va.

E’ la stessa critica che muovevo alla provincia autonoma di Bolzano qualche anno fa, quando mi spiegarono che la campagna shock che tuttora portano avanti e che pareva mettere sotto accusa solo la nostra categoria – quella famosa “No Credit” con le immagini di una ragazza col casco in mano e amputata di una gamba, croci sull’asfalto eccetera - era stata voluta da un dirigente provinciale grande appassionato di moto, seriamente preoccupato per i motociclisti spesso portati a correre e a rischiare su quelle strade. Dissi: ok, ma tutti gli altri? Quelli che vanno forte in auto, quelli che guidano ubriachi, quelli che maneggiano lo smartphone mentre guidano, i camperisti in mezzo alla strada, i ciclisti che vengono giù come pazzi fuori corsia? Non una parola, per tutti costoro? “Le vostre buone intenzioni saranno finalmente chiare – dissi in un incontro a Bolzano - quando vedrò almeno un manifesto che metta una di queste categorie di fronte alle sue precise responsabilità”. Visto niente, purtroppo.

Noi, in conclusione, abbiamo tutto l’interesse a guidare in un altro modo. Siamo i primi a rischiare e a pagarne le conseguenze. E’ l’appello che ho fatto tempo fa: dobbiamo ridurre la velocità, essere molto più prudenti e rispettosi delle regole, isolare e stigmatizzare chi esagera. Aggiungo che da sempre qui detestiamo chi svuota lo scarico della sua moto, rompe le scatole in città, ci fa odiare in montagna. 

Ma anche gli amministratori devono assolutamente cambiare passo: Trento e Bolzano avranno strade meglio tenute e più sicure di tante altre provincie, ma anche a loro chiediamo più campagne per la sicurezza stradale e il rispetto delle categorie deboli – che fino a prova contraria sono pedoni, ciclisti e pure i motociclisti - più controlli con l’etilometro, più rigore per stroncare il fenomeno dello smartphone al volante, più severità per chi circola con “qualsiasi mezzo” senza rispettare le regole.

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Commenti

  • resbirro58, Fermo (FM)

    è bello vedere nei commenti della stragrande maggioranza come il problema sono i "CICLISTI" se li togliamo abbiamo risolto il problema della circolazione !!!! Io personalmente sono : pedone (come tutti!!!), ciclista, motociclista e automobilista e dopo una vita passata nella Polizia Stradale penso che non ci sia una categoria che possa scagliare la prima pietra.......come disse tanti anni fa un GIUSTO !!!!!
  • Acapulcow, Genova (GE)

    D'accordo con Nico, su tutto. Il problema è che le regole valgono per tutti e nel giudicare un incidente, si deve essere agnostici ed imparziali ed è lì che casca l'asino, perché in caso di incidente se ci va di mezzo un motociclista, il punto di partenza, salvo dimostrazione lampante del contrario è che sia lui il colpevole.
    Se si emanano norme restrittive lo si fa nei confronti dei motociclisti, ma...
    L'eccesso di velocità vale peri motociclisti come per i ciclisti ad esempio, le regole sulla precedenza valgono per chiunque circoli sulle strade, il rispetto dei semafori è uguale per tutti, ogni singola regola del codice stradale vale per tutti coloro che circolano sulle strade, ma... Come molti giustamente osservano, ci sono categorie, come i ciclisti (e pure i pedoni) e in subordine i camperisti, per le quali valgono molto meno o virtualmente nulla.
    Chi mai ha visto gruppi di ciclisti fermati e multati per inosservanza della regola per la quale non devono viaggiare in gruppo ad occupare l'intera carreggiata, ma in fila indiana al bordo della stessa? Chi ha mai visto un ciclista essere fermato per eccesso di velocità, non aver rispettato una precedenza, uno stop, un semaforo? Quando accade, i soggetti interessati finiscono sul giornale, il che ci parla dell'eccezionalità dell'evento. Quanti ciclisti si incontrano in giro la notte, al crepuscolo, all'alba senza luci? Eppure l'obbligo di averle esiste pure per loro. Lo stesso discorso vale per i camperisti i quali generalmente non si preoccupano di precedenze o agevolare il sorpasso di mezzi nettamente più veloci quali sono i nostri, anzi, essendo automobilisti prestati alla guida di un furgone, si preoccupano di norma dell'esatto contrario, per non parlare dei pedoni che si buttano in mezzo alla strada presupponendo che noi si riesca a fermarci a prescindere e di tutti gli altri comportamenti che altri hanno già citato.
    Se noi incontriamo persone in mezzo alla strada dietro una curva cieca e ne investiamo una siamo colpevoli, se veniamo superati da un ciclista in discesa e poi per caso questo arrivato alla curva successiva non può frenare e cade, siamo noi i colpevoli, se troviamo il gruppone o gruppetto o singolo ciclista dietro una curva cieca in salita, praticamente fermi in mezzo alla strada ed anche andando a velocità codice, non riusciamo a fermarci in tempo, perchè non sempre un ostacolo in mezzo alla carreggiata si può evitare, siamo noi colpevoli. in certe zone, orari e giornate, dovremmo sempre girare con una videocamera accesa e ben puntata per essere pronti a dimostrare la nostra innocenza, diversamente saremmo colpevoli. A noi per evitare problemi è richiesto un livello di attenzione fuori misura, altri fanno ciò che gli pare e questo è un dato di fatto, ma non è affatto corretto sia così.
    Per quale motivo mezzi che possono circolare a velocità ben superiori ai 25 kmh o raggiungono velocità in discesa superiori a settanta kmh non debbono avere specchietti retrovisori e non sono soggette ad alcun controllo sull'efficienza frenante? Per quale motivo non c'è alcun controllo sull'integrità e la robustezza strutturale, semplicemente perché il motore è l'essere umano e non un motore elettrico o a scoppio? Da ciclista so bene quanto faccia caldo, quando si va veloci, provare a fermarsi in caso di necessità, quanto sia facile cadere e rischiare di farsi molto male o perdere la vita. Son tutti puliti, belli e buoni a prescindere tranne il motociclista che è brutto sporco, cattivo e puzzolente salvo prova contraria.
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