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Yamaha SR 400 Final Edition: 43 anni di moto leggendarie

- Yamaha annuncia che non produrrà più le iconiche monocilindriche che dal 1978 sono arrivate al 2021 quasi immutate. Una Final Edition festeggia oltre 40 anni di successi e di fascino per la piccola roadster
Yamaha SR 400 Final Edition: 43 anni di moto leggendarie

Sono le 11 in punto di un giovedì di gennaio e la Yamaha annuncia la fine di una storia che dura dal 1978, quella della SR 400.

Forse molti di noi non farebbero pazzie per 24 cavalli su 175 kg, ma sappiate che la SR 400 (insieme alla sua sorella più internazionale SR 500, che in realtà è la versione primigenia) è non solo il modello più venduto e longevo della Casa dei tre diapason, ma una vera e propria icona che a breve saluterà tutti e abbandonerà il palcoscenico: Yamaha ha infatti presentato la SR 400 Final Edition e la SR 400 Final Edition Limited annunciando che tra obbligatorietà di ABS e future normative antinquinamento non c'è più spazio per la leggendaria monocilindrica a due valvole.

 

Nata sulla falsariga delle moto inglesi (come del resto anche le bicilindriche XS) ha saputo restare uguale a se stessa fino al 2017, data in cui è poi scomparsa anche dai nostri listini, per rimanere in vendita sul mercato giapponese e in Oriente. È stata a lungo una delle moto preferite dai preparatori per elaborazioni estetiche – più o meno riuscite – o meccaniche – più o meno disastrose – favorite dalla semplicità di telaio e del motore monocilindrico che ne facevano, e continuano a fare tutt'ora, una vera e propria base di partenza neutra, un foglio bianco dove la perizia e la fantasia del customizer possono scatenarsi senza preconcetti: la stessa Yamaha ne ha fatto trarre alcune versioni “Yard Built” parecchio interessanti che valorizzano il potenziale della piccola SR che, tuttavia, non ha mai ceduto alla incomprensibile moda dell'avviamento elettrico restando fedele alla pedivella cara i puri di spirito e ai fisioterapisti ed ha abdicato obtorto collo al carburatore in favore dell'iniezione elettronica soltanto nel 2010, forzata dalle normative – ancora loro – antinquinamento.

A riprova del fascino che circonda ancora questa semplice e affidabile monocilindrica, i valori dell'usato sono relativamente alti; una SR 400 in buono stato – a trovarla non pasticciata o comunque non in condizioni irreversibilmente compromesse – vale anche oltre 4000 euro come potete vedere dai nostri annunci - i prezzi possono salire ancora per le versioni anniversario e Limited e chi scrive si ricorda ancora di quando un noto customizer danese gli spiegò che in Danimarca tra tasse e prezzi di listino per una SR 400 potevano essere necessari anche 12.000 euro, mentre in Italia l'ultima versione (2017) ne costava 6000: un prezzo, in effetti, che la poneva sullo stesso piano di moto più dotate e di cilindrata maggiore e se proprio l'estensore di questo articolo avesse dovuto spendere una cifra di quel genere sarebbe stato combattuto tra la SR 400 e l'aggiudicarsi una SRX 600, la sorella più sportiva nata nel 1986, ma solo la versione giapponese... ma qui stiamo divagando; piuttosto, prima di proporvi in rassegna le Final Edition, una riflessione: proprio mentre Yamaha saluta la SR 400, molti marchi presentano moto di impostazione classica con lo scopo di conquistare i mercati asiatici e quelli europei dove le piccole cilindrate stanno conoscendo una nuova giovinezza. Pensiamo alla Royal Enfield Meteor 350, alla Honda CB 350 H'ness, alla Benelli Imperiale 400, e la stessa Triumph avrebbe in animo di produrre una moto – presumibilmente - dello stesso segmento attraverso una collaborazione con Bajaj.

 

Sono due i modelli che segnano l'edizione finale della SR 400: la SR 400 Final Edition nei colori grigio scuro e blu e la SR 400 Final Edition Limited che sarà disponibile in soli 1000 esemplari, con serbatoio verniciato a mano, sella in pelle, targhetta identificativa e altri dettagli estetici, se volete vederli più nel dettaglio qui il video che Yamaha ha prodotto proprio per le Final Edition.

I dati tecnici ribadiscono il motore monocilindrico 399 cc a due valvole e monoalbero, una potenza di 24 cavalli a 6500 giri e una coppia di 28 Nm a 300 giri. Peso a secco 175 kg, serbatoio da 12 litri, pneumatici 90/100-18M/C 54S e 110/90-18M/C 61S. Il telaio è un semplice singola culla in acciaio e i freni sono a disco anteriormente con pinza a doppio pistoncino e a tamburo sulla ruota posteriore.

La data di uscita delle due Final Edition è il 15 marzo 2021 e il prezzo è di 748.000 yen (circa 5950 euro) per la Limited e 605.000 yen (circa 4800 euro) per la standard.

Come riportato dai nostri colleghi di young-machine, la SR 400 sopravviverà però in Thailandia, dove dovrebbe restare in produzione. Prevediamo quotazioni dell'usato sempre più sostenute.

Fonte e foto: young-machine, autoby

  • rosso04, verona (VR)

    Se esistesse 650cc. e con dimensioni "normali" (non da bambini), giuro che me la comprerei come seconda moto al posto dello scooter.
    Mi fa impazzire la linea classicissima anni '70 e la cura maniacale che ci mettono i giappo nel costruirla.
    Peccato.
  • DettoFatto, Lodi (LO)

    ahahahah
    Hai ragione Antonio, vezzo incomprensibile quello dell'avviamento elettrico, una roba da modaioli che pensano solo all'apparire

    E non dimentichiamo la maschia purezza del freno posteriore a tamburo!
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