Supersport

Mauro Pellegrini (Evan Bros Yamaha): “Il punto fisso della nostra moto è l’olio”

- L’esperienza del team due volte iridato: non tutti gli oli sono uguali. Anzi, uno in particolare fa la differenza, tanto da diventare un punto focale dello sviluppo
Mauro Pellegrini (Evan Bros Yamaha): “Il punto fisso della nostra moto è l’olio”

Se seguite il Mondiale Superbike non potete non conoscere il team Evan Bros. La squadra di Paolo e Fabio Evangelista si è aggiudicata gli ultimi due titoli iridati della Supersport con la Yamaha R6. Nel 2019, con Randy Krummenacher e Federico Caricasulo, segna una magnifica doppietta. Nel 2020 vince il titolo con Andrea Locatelli, e per il 2021 punta a ripetersi con Steven Odendaal.

Il team ravennate è quindi diventato rapidamente un punto di riferimento della classe cadetta. Classe molto impegnativa da un punto di vista tecnico, perché date le restrizioni regolamentari, che non consentono troppi voli pindarici in termini di preparazione, il lavoro dei preparatori sta nell’ottimizzare con precisione e meticolosità maniacali il funzionamento di ogni componente, limitando attriti e perdite in ogni minimo dettaglio.

Una ricerca capeggiata, nel team Evan Bros, dal capotecnico Mauro Pellegrini, con il quale abbiamo parlato per capire meglio quanto, in questa lotta, pesi un materiale di consumo che molti sottovalutano come il lubrificante utilizzato nel motore. Un elemento misconosciuto, la cui funzionalità viene spesso sottovalutata: un olio di qualità contribuisce invece in maniera determinante a preservare le componenti del motore, regala prestazioni ma anche affidabilità e regolarità di funzionamento.

“Con il nostro attuale partner c’è un rapporto personale che risale a ben prima dell’accordo di sponsorizzazione” spiega Pellegrini, “E se anche le loro priorità di budget dovessero cambiare, ora che hanno iniziato un impegno nella MotoGP (con il team Ducati/SkyVR46, NdA) non credo che cambierei abitudine se anche non facesse più parte dei nostri sponsor tecnici. Posso tranquillamente dire che uno dei punti fissi, per non dire il punto fisso, della nostra moto è sicuramente l’olio.”

 

La decisione non è stata presa alla cieca, tutt’altro. Anzi, sia nel corso di test “personali” che nel processo di sviluppo con il partner, la Yamaha R6 di Evan Bros ha girato al banco con diversi prodotti della concorrenza.

“Si, nel processo di sviluppo abbiamo provato davvero di tutto. Ma l’ultimo prodotto di Bardahl è davvero ottimo, a livello di prestazioni ma anche di temperature, che restano molto più basse rispetto ad altri prodotti. E soprattutto, la frizione non si usura precocemente, come invece può succedere con altri prodotti molto prestazionali.”

 

Proviamo ad andare un po’ più a fondo nella questione: un propulsore Supersport “tira fuori” circa 140 cavalli. Spannometricamente, quanto si può guadagnare con un olio, come ha detto Pellegrini, molto prestazionale?

“Si arriva a guadagnare un cavallo, che può sembrare poco ma in una categoria equilibratissima come la Supersport è molto rilevante. Ma il punto non è solo la potenza: guadagni simili li abbiamo rilevati anche con altri prodotti. Il problema sono gli stress imposti al propulsore: con Bardahl restiamo quasi sempre attorno ai 90°, con prodotti della concorrenza abbiamo rilevato temperature dell’olio addirittura anche di 130°. Così il motore ne risente.”

 

Quanto spesso si cambia l’olio motore in una Supersport?

“Dipende dal numero di partenze, in realtà. Al di fuori delle gare, senza stressare la frizione, abbiamo effettuato prove di chilometraggio con risultati quasi imbarazzanti - in positivo, s’intende - ma in gara la faccenda cambia: in partenza la frizione si usura tantissimo, e consumandosi tende a sporcare l’olio. Quindi lo sostituiamo una volta a gara.”

 

Quindi tante ripercussioni anche sulla trasmissione: un olio di qualità fa la differenza.

“È il discorso che facevamo prima: alcuni lubrificanti vengono arricchiti di additivi anti-attrito; il risultato è che il motore gira benissimo, ma i dischi frizione tendono a slittare. Il problema nasce ovviamente perché sulle moto cambio e frizione vengono lubrificati dallo stesso olio del motore - sulle auto il problema non si pone, quindi oli sviluppati pensando solo a quel mercato non offrono gli stessi risultati sulle moto.”

“Con Bardahl il problema non si è mai posto. Tra l’altro, il cambio della nostra moto continua a funzionare a meraviglia anche alle alte temperature: quando fa molto caldo arriviamo a vedere 110° ma non abbiamo problemi mentre con altri prodotti l’olio, che diventa troppo fluido, causa indurimenti, usure, e - cosa non secondaria - fatica al pilota”

 

Insomma, soddisfazione a 360°.

“Dopo i nostri test al banco, svolti con i chimici di Bardahl per fare sviluppo, siamo arrivati alla conclusione che il prodotto è ancora al top. Non c’è bisogno di sviluppare nulla, almeno non per ora…”

  • JaeeP, Roma (RM)

    Nel 1986 acquistai la mia prima Yamaha RD500LC, usata perchè nuova costava circa dieci milioni di lire, da una concessionaria di Roma. Era la moto dei miei sogni, quella che volevo sopra ogni altra cosa e che, ma allora non lo sapevo, mi avrebbe marchiato a fuoco il "due tempi style", meglio se Yamaha. La RD che acquistai era praticamente perfetta, aveva circa un anno e poche migliaia di km, ma aveva un problema: quando si andava piano il motore cominciava a borbottare, poi una candela andava in corto e il motore iniziava ad andare a tre, poi toccava ad un'altra e ti dovevi fermare perchè la moto non ti riportava nemmeno a casa. Dopo aver "bruciato" tre scatole di candele ( tre scatole di NGK BR9HS, totale 30 candele...), il capo meccanico della concessionaria ebbe l'intuizione: "leviamo tutto l'olio nel serbatoio del miscelatore (Castrol TTS) e mettiamo il Bardhal (mi pare il KGR)..." Risultato: non ho mai più rotto una candela, innesti del cambio molto più morbidi, e meno residui allo scarico. A saperlo prima...
  • SKAZZ, Alessandria (AL)

    Mai acquistato la miscela al distributore, ho sempre usato il Bardhal e/o il Castrol, quest'ultimo soprattutto per il motore, e mai avuto problemi, addirittura la Bardhal un giorno propose RMC per motori marini, consigliato dal rivenditore di fiducia di Alessandria, lo acquistai, anche perché era venduto in una confezione molto piccola di colore bianco con le scritte blu, facile da riporre nel poco spazio del mio Caballero 5o, lo usai al 2% come consigliato al posto del 5%, mai avuto nessun problema, nonostante fosse elaborato con tanto di carburatore 24, e successivamente per il mio Beta 125 RC del 1978 (sigh), quello con il motore piccolo tanto per intenderci, e anche qui , mai avuto problemi utilizzandolo per la miscela al 2% al posto del 5%.
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